Nel 1858, durante il secondo soggiorno veneziano, Wagner aveva visitato con i coniugi Wesendonck numerosi siti d’arte, ma senza prestarvi particolare attenzione. Solo di fronte a un dipinto a olio su tavola di grandi dimensioni, osservato in una sala della Gallerie dell’Accademia, rimane profondamente turbato: è l’Assunta del Tiziano. La visione del dipinto lo sconvolge al punto che nella propria autobiografia il ricordo è tranchant: «Mi risolsi a scrivere Die Meistersinger».

Fin dalla sua fondazione nel 1750, l’Accademia era solita acquisire opere d’arte con finalità didattiche e di restauro. Con la caduta della Serenissima nel 1797, e le spoliazioni di chiese, scuole e palazzi che ne seguirono, questa istituzione ebbe un ruolo fondamentale nel salvare dalla dispersione molti capolavori: tra questi l’Assunta del Tiziano. Il dipinto venne esposto alle Gallerie della Accademia fra 1818 e il 1919, anno in cui ritornò, come in origine, all’altare maggiore del convento francescano dei Frari, in un’edicola marmorea appositamente costruita e inaugurata nel 1518 … ».

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