«Dio sa che cosa avevo in mente» ricorda Wagner in Mein Leben «quando, in una grigia giornata di novembre, presi il treno per Trieste e di qui il vapore per Venezia, dove alloggiai in una piccola camera dell’Hotel Danieli. I miei amici, che erano tra loro in ottime relazioni, si crogiolavano in piaceri pittorici e sembrava si fossero proposti di scacciare le inquietudini dalla mente facendomi partecipare alle loro delizie. (…) Wesendonck, sempre armato d’un enorme binocolo per le viste d’arte, non riuscì tuttavia che una volta a trascinarmi con sé all’Accademia, che nel mio precedente soggiorno veneziano m’ero sempre limitato a guardare dall’esterno. Devo dire che, nonostante tutta la mia indifferenza, l’Assunzione della Vergine del Tiziano nella grande sala ebbe su di me un effetto estatico … ».

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